Angeli di Mons: verità o leggenda?

di Gabriele ZAFFIRI

Il famoso scrittore inglese Arthur Machen (1893-1947) ha raggiunto fama e successo pubblicando libri e racconti del genere esotorico-fantastico. Era tra l’altro un membro della “Golden Dawn” o “Alba dorata”, di cui dirigente per un breve periodo fu l’occultista Alaister Crowley e membro un Premio Nobel per la letteratura: William Butler Yeats. Ebbene proprio Machen pubblicava sul quotidiano di Londra “Evening News” del 29 settembre 1914 un articolo in cui si raccontava la descrizione della ritirata del Corpo di spedizione britannico a Mons. Era il 26 agosto 1914, gli inglesi, 70.000 uomini, si trovavano accerchiati da 160.000 tedeschi, appoggiati da 600 cannoni, e appartenenti alla Prima  Armata. E al tramonto di quella fatidica giornata accadde un evento che aveva dell’incredibile: in cielo, dove erano posizionati i tedeschi, cominciò a formarsi un qualcosa di indefinito; praticamente stavano iniziando a prendere forma, tra quella leggera ma fitta nebbiolina, delle figure alte e luminose, provviste di corazza, somiglianti a esseri umani.Sembra che tale fenomeno venne osservato anche dai tedeschi, i quali inspiegabilmente esitarono nel lanciare l’attacco finale contro gli inglesi. Proprio  tale indecisione permise agli inglesi, sopraggiunta frattanto le tenebre notturne, di sfuggire all’accerchiamento e di porsi quindi in salvo, raggiungendo il vicino porto di Dunkerque.
Ma il bello doveva ancora venire. Infatti, nel suddetto articolo di Machen, intitolato “Gli Arcieri”, vi si racconta di come un soldato inglese, durante la ritirata, lanciasse il seguente monito contro i tedeschi <Adsit anglis Sanctus Giorgius> ovvero <Possa San Giorgio aiutare gli inglesi>. E poco dopo nel cielo le strane figure di arcieri con alla testa San Giorgio – quelli che la leggenda vorrebbero avessero salvato l’Inghilterra nel 1415 durante la battaglia di Azincourt – sembravano scagliassero le proprie frecce col risultato che ben 10.000 tedeschi risultavano caduti, e non uno di essi presentava ferite di alcun tipo.
Pochi mesi dopo, una rivista cattolica, “The Universe”, pubblicava il 30 aprile 1915 una lettera di un ufficiale inglese che si sarebbe trovato a Mons alla fine dell’agosto 1914. A questa lettera ne seguirono altre di testimonianze oculari che avrebbero avvalorato i fatti su descritti.
Per alcuni testimoni si sarebbe trattato non di semplici arcieri ma di angeli con tanto di ali sulla schiena !!!  Poi il 15 maggio 1915 la rivista <Light> pubblicava addirittura una poesia dove si menzionavano <truppe di angeli silenziosi>. Altre testimonianze furono raccolte e pubblicate da una giovane infermiera, tale Miss Phyllis Campbell. Ma nel libro di Machen <The Bowen and other legends of the war> vani risultarono gli sforzi dello scrittore nell’affermare che tali eventi da lui narrati erano stati il frutto della sua fervida fantasia; addirittura prima di spirare Arthur Machen lasciò detto: “Non c’è una sola parola di autentico in tutte queste storie: neanche una !”.
Molto tempo dopo si venne a sapere che l’idea di scrivere tale racconto gli venne dopo aver ascoltato un sermone domenicale in una chiesa durante una funzione.
Da allora le spiegazioni si sono moltiplicate; ma la più diffusa fu quella proposta da Harold Begbie, il direttore della rivista “Occult Review” dove si spiegava che Machen aveva potuto ricevere una sorta di <comunicazione telepatica> da parte di qualche soldato inglese ferito o morente.
Comunque il dilemma ancora oggi rimane: come fece un corpo di 70.000 inglesi a sfuggire all’accerchiamento di 160.000 tedeschi senza subire alcuna perdita significativa ?????