I cavalieri templari, che dagli indios d’America  venivano chiamati Tecpantlacs, andarono veramente nelle Americhe molto prima di Colombo?

di Gabriele Zaffiri

Nel 1118 Hugues de Payen, Bisol de St. Omer e Hugues, conte di Champagne, André de Montbard Archambaud de Saint-Agnan, Nivard de Montdidier, Gondemar e Rossal, fondano, sotto la guida spirituale di San Bernardo de Chiaravalle, un ordine religioso-militare chiamato i “Poveri Cavalieri di Cristo” il quale diverrà famoso col termine di templari. Il loro scopo, sancito ufficialmente con il Concilio di Troyes (1128), era quello di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa; dovevano rispettare le regole di castità, obbedienza e povertà; vestivano una tunica bianca con croce rossa. Ebbene,secondo manoscritti e vari dossier recuperati compresi carteggi riservati relativi a ricerche effettuate dall’”SS.Ahnenerbe” negli anni tra il 1930 e il 1945 – i Templari, che nel nuovo mondo prenderanno il nome di Tecpantlacs, avrebbero raggiunto, all’insaputa di tutti, tranne che per San Bernardo, il Gran Maestro e i Dodici del Consiglio – quest’ultimi suddivisi in: i 3 “Principi Noachiti de Notre Dame”e i 9 “Crociati di Saint Jean” , il nuovo continente, l’America, molto prima di Colombo, partendo dal porto francese di La Rochelle, utilizzando delle antiche mappe geografiche trovate, durante le crociate, nei sotterranei di una vecchia basilica bizantina, risalente al IV secolo e chiamata “La Madre di tutte le Chiese” che si trovava a sud di Gerusalemme. Lo scopo occulto di tale viaggio era quello di sfruttare le numerose miniere d’argento del Messico, procurandosi così delle ricchezze che serviranno, fra l’altro, a finanziare le costruzioni delle numerosi cattedrali sparse per tutta l’Europa. Secondo antichi cronisti come: Molotinia, Chimalpatzin, Lopez de Gomera, Juan de Torquemada, i Tecpantlacs arrivarono in Messico, nella penisola dello Yucatan, verso il 1194. Dello stesso avviso risultano i codici Vaticano n. 3.738 e Telleriano.Lord Kingsborough, celebre autore dell’ 800, fissò la data dell’arrivo dei Templari nel nuovo mondo tra il 1194 e il 1195. Mentre antichi scritti di Don Domingo de San Anton e Munon Chipalpahin Quauh tlehuanitzin, autori di annali tradotti in francese nel 1.889 da R. Simeon, fissano il loro arrivo in Messico tra il 1272 e il 1294. Gli annali d’Islanda, che riportano i dati della saga del vescovo di Khols conosciuta oggigiorno col titolo di “Biscupa Sagen” e pubblicata a Copenhagen nel 1857 – riferivano della riscoperta della Naia-Land” o “Terra Nuova” (riscoperta perché loro ne erano già a conoscenza grazie alle gesta dei vichinghi) nel 1294. In Messico, i Tecpantlacs, nell’antico linguaggio usato dalle locali popolazioni pre-colombiane, significava “il popolo del tempio”, infatti, secondo recenti  ricerche linguistiche, il termine tecpantlacs deriva dalle parole “nahuas” Tecpan (tempio) e Tlacatl (uomini o popolo). Avevano adottato un’organizzazione teocratica  ed avevano una società suddivisa in tre categorie sociali:
1) i “nanoalcas” o “nano-hualcas” ovvero gli artigiani, i maniscalchi e coloro che riparavano le imbarcazioni;
2)”teotliks”  i cappellani;
3) i “tlacochacalcs”  i guerrieri del tempio, protetti dal dio supremo Texcalipoca.
Verso il 1304 arrivarono ancora degli emigranti che furono chiamati i “Poyauhtecs”, conosciuti anche col nome di “Chalcs”. Uno dei principali territori dove esercitarono il loro predominio fu quello di Xochimilco. I Tecpantlacs visitarono, non soltanto il Messico, ma anche tutta la costa orientale dell’America del nord, l’America centrale, la Colombia, il Perù e il Cile. Pittografie di tipo templare sono state trovate: presso i Diagites nel Cile; presso Peramo in Colombia; presso gli Uncos Incas e Calango nel Perù; presso Westford, nell’America del nord. In questo ultimo sito vi sono incisi un indiano con un tomahawk e un tecpantlac con armatura, blasone, falco e rosario. Inoltre recenti ricerche hanno permesso di affermare che il principe templare Henry de Saint-Clair o Sintcler di Scozia partì dalle isole Orcadi con 12 navi e 600 marinai, in prevalenza veneziani, arrivando, nel 1398, nell’attuale Rhode Island. A conferma di quest’ultimo fatto ci sarebbero delle prove, come ad esempio, una cappella dei Saint-Claire, costruita in Scozia nel 1450, avrebbe scolpita la flora del nuovo mondo, mai vista prima di allora in Europa; una pietra trovata nel Massachusetts ha lo stemma del clan di sir James Gunn,aiutante del principe scozzese Saint-Claire; la “Cronica di Zeno”, un manoscritto veneziano del 1588 che contiene il resoconto dei viaggi dei due fratelli Zeno, di cui uno era l’ufficiale di rotta di Saint-Claire. Tutt’ora si stanno svolgendo ricerche e studi per esaminare bene l’isola e svelarne i segreti. Nel 1400 la flotta fece ritorno alle Orcadi, ed Antonio Zeno salutò il suo compagno per tornare a Venezia, ma nel viaggio probabilmente naufragò. Lord Sinclair venne invece ucciso subito dopo il suo ritorno a casa. Il destino lascia così un affascinante mistero da svelare! Le mappe che gli Zeno avevano inviato a Venezia vennero stampate nel 1561, mentre i resoconti vennero pubblicati nel 1558.