a cura di G. ZAFFIRI

L’Alabarda di San Sergio a Trieste – Nella cittadina di Trieste, presso la Cattedrale di S. Giusto Martire, risalente all ‘ XI secolo, ubicata sull’alto colle omonimo, presso il Castello, si può ammirare,collocata nel reliquiario di San Giusto, un’alabarda d’argento caduta dal cielo nel giorno in cui San Sergio ascese al cielo. San Sergio fu uno dei tribuni della XV legione romana Apollinare. Inoltre,presso il piedistallo gotico, insieme al tesoro della Cattedrale, se ne può ammirare un altro, anche se quest’ultima, in ferro battuto, ebbe un’altra origine, forse era un’arma persiana o saracena, preda di guerra della prima crociata. Dal 1421 lo stemma cittadino di Trieste assunse l’odierno simbolo dell’alabarda di San Giusto, caduta dal cielo nel III secolo.

L’indecifrata lettera del diavolo a Palma di Montechiaro (AG) – Presso tale località siciliana, nel Monastero del SS. Rosario, nel 1676, avvenne un enigmtico evento. Tale Isabella Domenica Tomasi,figlia del duca Giulio Tomasi e di Rosalba Traina, nata a Girgenti, l’attuale Agrigento, il 29.5.1645, col nome di suor Maria Crocifissa della Concezione entrò, a soli 14 anni, in monastero, insieme alle altre sorelle e poi anche con la madre rimasta nel frattempo vedova.Ebbene, nel 1676, mentre stava iniziando a scrivere una lettera, il diavolo le tolse la penna e dopo aver scritto il foglio in un alfabeto rimasto ancora oggi sconosciuto intimò alla suora di firmare. Ma questa, rifiutandosi, scrisse soltanto la parola “ohimè”. Il diavolo, adirato, concluse lui stesso la lettera. Tale cartiglio è conservata, assieme ai calici, nella cella della suora. Mentre una probabile copia, inserita in un manoscritto contenente la vita della suddetta suora, morta a 54 anni e beatificata il 15 agosto 1797, è custodita nell’archivio della chiesa cattedrale di S. Gerlando ad Agrigento.

Deiva Marina (SP), Passano – Presso la Cappella di Santa Maria Assunta, sita in località Passano, su una lapide, databile al settimo o all’inizio dell’ottavo secolo, si può leggere una lettera di Gesù, così chiamata perché, secondo la tradizione, sarebbe caduta dal cielo. Firenze, presso l’archivio di Stato – Presso il Palazzo degli Uffizi, si può ammirare tra le circa centocinquantamila pergamene risalenti fin dall’VIII secolo, facente parte dell’Achivio Diplomatico Fiorentino, un raro codice le cui pagine sono costituite da sottili lamine di piombo; vi è stato riconosciuto, tra l’altro, frasi e figure di un vero e proprio trattato di alchimia. Se ne sono occupati: il prof. Cesare Guasti e Giovanni Carbonelli; quest’ultimo lo datò per i suoi caratteri alla prima metà del XVI secolo.

Firenze, presso il Museo Archeologico – Tale Museo, che comprende varie sezioni relativa alla civiltà etrusca e distribita nei tre piani dell’edificio, al centro della sala XV del primo piano, si può ammirare, all’interno di una teca contenente oggetti metallici etruschi con iscrizioni, una particolare lamina di piombo. Tale oggetto, tondeggiante, dal diametro di quasi 8 cm, con incisioni sui due lati, contiene una scritta a spirale,  con alcuni nomi di divinità e norme per i sacrifici. Tale lamina venne trovata nell’antica città di Magliano  in Toscana (GR), e risalirebbe al V o al VI secolo a.C.. Tale oggetto rassomiglierebbe al famoso e mysterioso Disco di festo, un disco in argilla del diametro di circa 15 cm, rinvenuto nel 1908 nell’antica città minoica di Phaestos, sita nell’isola greca di Creta e risalente alla metà del II millennio a.C..

Civitavecchia (Roma), Museo – Presso tale museo si trova esposto una laminetta metallica etrusca in piombo rinvenuta nel 1966 sul fondo di un pozzo sacro in località Punta della Vipera presso Santa Marinella (Roma), distante pochi km da Pyrgi. Nella parte uperiore della lamina si può osservare mezza dozzina di dischi contenenti ognuno cinque punti disposti a croce.