La storia della sua vita rimane ancora oggi un affascinante enigma, avvolto da un velo di mistero.

di Gabriele Zaffiri

Il conte di Saint-Germain risulta essere ancora oggi uno di quei strani personaggi circondati da un alone di mistero. Col passare del tempo è diventato una vera leggenda per gli studiosi di esoterismo in quanto le sue indubbie capacità superavano largamente la comprensione dei suoi contemporanei.Venne visto per la prima volta nel 1710 dal compositore Jean-Philippe Rameau e dalla giovane contessa von Georgy ad un ricevimento tenutosi alla corte di Luigi XV. Nei venti anni seguenti divenne confidente di Madame de Pompadour e all’epoca sembra avesse già 45 anni. L’unico che fu in grado di lasciare ai posteri alcune informazioni sul suo conto fu l’occultista Eliphas Levi. Due tra i suoi più importanti risvolti furono gli interminabili viaggi alla ricerca della conoscenza perduta,  il suo prestigio nelle società occulte e nelle loggie segrete, che sembrano tutte averlo accolto come il benvenuto. Tre dei più famosi occultisti del XVIII secolo, Saint-Martin, Mesmer e Cagliostro, furono suoi degni allievi. Secondo fonti occulte, riportato successivamente nell’opera letteraria “Parigi, capitale del mistero” di Jerome Le Plume, l’enigmatico conte di Saint-Germain fu l’ultimo capo della società occulta”Les Compagnonnes de Baal” che venne fondata nel 1550 nientedimeno che da Nostradamus, ed era formata da alchimisti, il quale aveva come fine certe ricerche esoteriche vietate dalla chiesa.Tra il 1774 e il 1784, di nuovo in Francia, dopo la morte di Luigi XV, avvertì inutilmente Luigi XVI e Maria Antonietta di una gigantesca cospirazione il quale avrebbe portato alla rivoluzione, alle loro decapitazioni e all’inizio di un nuovo ordine in Europa. Addirittura alcuni pensano che sia stato ospite, agli inizi del ‘ 900, alla corte dello zar di Russia, Nicola II, e di aver  anche in quel caso, predetto la rivoluzione e l’abbattimento dello zarismo con la morte dello zar e di tutta la sua famiglia.Tra il 1737 e il 1742 visitò la Persia e, si pensa, che proprio alla corte dello scià deve aver appreso la vasta conoscenza in fatto di pietre preziose. Da qui sarebbero derivate le sue immense ricchezze, dato in modo rilevante dalla sua collezione di diamanti. Infatti egli sosteneva di possedere il segreto della “pietra filosofale” e di poter migliorare e rendere più grandi i diamanti. Tra il 1744 e il 1745 sembra si trovasse in Inghilterra, dove fu arrestato con l’accusa di spionaggio; così fu descritto dallo scrittore Horace Walpole: “Canta e suona il violino meravigliosamente, compone musica, è matto e poco sensato”. Tra il 1745 e il 1746 si sarebbe trovato alla corte di Vienna dove risultava essere “spiritoso e brillante”,e viveva come un principe.Tra il 1747 e il 1756 visitò almeno un paio di volte l’India, dove acquisì la sua conoscenza della fusione dei metalli; inoltre visitò lelamasserie himalayane dove sembra abbia incontrato alcuni saggi del luogo.Tra il 1757 e il 1760 fu di nuovo ospite alla corte di re Luigi XV di Francia il quale gli mise a disposizione un laboratorio per poter portare a termini alcuni misteriosi esperimenti di fisica e chimica. E fu in quest’occasione che fu visto nuovamente dalla contessa von Georgy, allora sulla settantina, che fu letteralmente sbalordita di trovarlo ancora giovane come al tempo del loro primo incontro, mezzo secolo prima.Tra il 1760 e il 1762 compì una misteriosa missione ancora in Inghilterra come inviato-spia di LuigiXV di Francia.Tra il 1762 e il 1773 sembra si dedicasse alle sue predilette attività di laboratorio, riuscendo a trasformare il vile metallo in oro. Aveva all’epoca in questione una fabbrica a Venezia con 100 operai, dove riusciva a trasformare il lino simile a seta. La sua presunta morte del 27 febbraio 1784 e la seguente sepoltura del 2 marzo 1784, riportata sui registri della chiesa di Eckenforde, fu seguita dalla sua riapparizione, ampiamente testimoniata, a Wilhelmsbad nel 1785, dove si teneva una conferenza tra gruppi di occultisti per cercare di dirimere le loro divergenze. Era, secondo quanto riferito dai numerosi testimoni, accompagnato da Cagliostro. Mesmer e Saint-Martin. Nel 1788 era ancora attivo in Francia. Nel 1789 si trovava in Svezia per impedire che il re Gustavo III cadesse malato. Tra il 1821 e il 1972, fu visto da alcuni occultisti, i quali credono che Saint Germain non sia mai morto. Addirittura sembra che nel 1972 un parigino di nome Richard Chanfray apparve alla Televisione francese sostenendo di essere lui il mitico conte di Saint Germain; come prova compì con successo unatrasformazione di piombo in oro usando una cucina da camping in diretta TV. Di lui rimane solo un unico manoscritto dal titolo “Le très Sainte Trinosophie”, custodito nella biblioteca di Troyes in Francia; risulta un testo così ermetico, riferiscono coloro che hanno visionato il libro, che il suo simbolismo non è stato mai interpretato. La storia della sua vita rimane ancora oggi un affascinante enigma, avvolto da un velo di mistero.