L’uomo che pur nell’errore, anticipò quella che oggi la scienza definisce semplicemente ipnosi

di Claudia Maiarelli

Un personaggio destinato ad essere amato e odiato ,esplose di popolarità  nella Parigi  che precedette la Rivoluzione francese. Era Franz Anton Mesmer, medico, musicista,  massone e, cultore di alchimia ed esoterismo. Mesmer  era nato nel 1734 a Iznang nella Svizzera tedesca, un piccolo villaggio adagiato sul lago Costanza. Si era laureato a Vienna argomentando la tesi sul rapporto tra le malattie e gli influssi astrologici e qui, iniziò l’arte medica formulando la possibilità  secondo la quale il corpo umano o animale, era dotato di una  forza di origine “magnetica”. Il medico, secondo  la teoria mesmeriana, avrebbe potuto curare l’affezione utilizzando il  proprio influsso sull’ammalato, oppure  aiutandosi con corpi calamitici. All’inizio Mesmer ottenne una certa credibilità e  popolarità  vantando vittorie curative  straordinarie ma alcuni fallimenti eclatanti rivelarono la poca consistenza alla sua teoria, esponendolo così  alla berlina e, fu proprio  per questa ragione, che  lasciò Vienna e si trasferì a Parigi. Qui, Mesmer ebbe un successo senza pari, soprattutto tra le nobildonne dell’alta società e   schiere di seguaci. Uno tra tanti fu il marchese di Puysegur, che avrà in seguito,  un ruolo  importante  nell’espansione della teoria. Il trionfo di questa terapia magnetica era un crescendo, tanto che  il Re  Luigi XVI, costituì un collegio di esimi scienziati con lo scopo di indagare sulla scoperta. Nella commissione c’erano,  l’astronomo Bailly (tanto che la teoria di Mesmer  era nata proprio dall’ipotesi di presunti influssi astrali), il chimico Lavoisier e Beniamino Franklin che  in quello scorcio, era  ambasciatore degli Stati Uniti in Francia. Nel 1785 la  stessa commissione, analizzata la circostanza, scrisse  due verbali, uno ufficiale ed uno ufficioso. Nel primo si citava che non era stato possibile raccogliere alcuna  prova sull’esistenza del magnetismo animale né sulla teoria mesmeriana. Nel secondo,  era sorto il dubbio che il caloroso rapporto anche fisico tra chi magnetizza  e le sue pazienti, aveva come componente  il rischio di una tentazione da parte del primo verso le seconde. Il magnetismo animale nella teoria di Mesmer,  non poteva non esser  che criticato dalla scienza contemporanea, rappresentata da Lavoisier, Bailly e Franklin, ma un evento partitico e forse ineguagliabile nella storia della medicina alternativa, ribaltò la situazione : un adepto di Mesmer, più acuto e forbito del suo mentore, anziché perdurare una guerra di retrovie contro la scienza ufficiale usò  arguzia e audacia nella trasformazione della teoria. Quell’uomo era Puysegur, un nobile che sfruttava a titolo gratuito le metodologie di Mesmer tra i suoi contadini  e come usava in quell’epoca, aveva  anche un laboratorio all’interno del suo palazzo. Aveva nozioni scientifiche molto precise, tanto da capire i difetti sulla teoria del magnetismo animale. Dopo la critica della commissione e la fuga da Parigi di Mesmer, il marchese   Puysegur arrivò ad una conclusione che le terapie magnetiche non agivano solo sui fenomeni fisici, ma avevano secondo lui, anche  una  natura psicologica. Studiò a lungo lo stato fisiologico del soggetto sottoposto a  teoria e finì per definirlo sonnambulismo ma non era il termine appropriato. Nel 1842 Braid cambiò nome al sonnambulismo di Puysegur, il magnetismo  divenne  ipnotismo ed il sonnambulismo divenne ipnosi. Mesmer credeva di aver scoperto una “chiave” per curare le malattie psicosomatiche, ma aveva fatto conclusioni avventate sulla genesi delle malattie, e sulla meccanica del corpo umano. Puysegur, invece  dal canto suo aveva riconosciuto che  tutto ciò che non avveniva nella sfera della materia avveniva  in quello della mente, confidando sull’’intelligenza e sul sapere. Sicuramente l’ipnosi deve l’avvento all’avventatezza di Mesmer anche se  si comportava come un “ peòn”, ma anche  all’intelligenza e alla cultura di Puysegur, che fu un vero scienziato. Mesmer fu uno degli uomini più  discutibili di quell’epoca oggetto allo stesso tempo di lodi sviscerate e di accuse disumane, con il dono di fare miracoli  ma anche di essere un ardito ciarlatano.