Ogni giorno nel mondo si verificano 1.424 omicidi, con una prevalenza nei paesi a basso reddito e con una maggioranza di vittime tra i 10 e i 29 anni. In Italia, soprattutto, aumentano i cosiddetti “omicidi di prossimità”, ossia quelli che colpiscono familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi di lavoro, e che di recente hanno superato quelli commessi dalla malavita organizzata. Le cause di questi omicidi, più frequenti nella provincia e legati spesso a moventi passionali, sono da ricercare nell’instabilità mentale, nella frustrazione, nell’incapacità di superare un evento stressante o doloroso. L’omicida, più che agire in preda a un raptus, si è gradualmente convinto di essere perseguitato dalle persone a lui più vicine, e non trova altra soluzione se non uccidere e, spesso, suicidarsi. Il 40% dei crimini commessi in Italia rimane sfortunatamente irrisolto (con l’eccezione di Milano, dove il 97% degli omicidi viene invece risolto). Le ragioni per cui ciò accade sono diverse, e vanno dall’imperizia degli investigatori all’abilità dell’omicida. Questo libro passa in rassegna tutta una serie di episodi delittuosi più o meno famosi, da Cogne a Novi Ligure all’Olgiata, fornendo dati statistici e analisi criminologiche delle motivazioni che generano la spaventosa pulsione a uccidere.

Titolo: Delitti italiani risolti o irrisolti
Autori: Accorsi Andrea, Centini Massimo
Editore: Newton Compton